Pagina:Commedia - Purgatorio (Buti).djvu/685

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si rimase sensa marito et intese a servire a Dio, e moritte ancora in Pisa e fu sepulta ne la ditta tomba de la madre nel 1116 nono kalendas augusti, come appare ne la suscrizione che è a la ditta tomba. E perchè questa donna nobilissima fu esemplare ne la vita attiva, osservando li comandamenti di Dio e seguitando et adimpiendo l’opere de la misericordia, però finge l’autore ch’ella sia posta nel paradiso terresto, come guardiana d’esso, oltra quelli del vecchio testamento; Enoch et Elia: imperò che conveniente fizione è che ve ne sia alcuno del nuovo testamento, sì come finse Catone a la entrata del purgatorio, e finge che questa figuri la vita attiva, perch’ella fu attiva ne la vita penitente 1; e figuri Lia mollie di Iacob, la quale finse di sopra che li apparisse in sogno. E questa finge l’autore che abbia l’officio d’immergere l’anime purgate nel fiume Lete, per fare dimenticare le cose mondane; e poi nel fiume Eunoe, per fare tornare a memoria lo sommo bene e tutta la notizia del bene operato e che è stato dall’origine del mondo, perchè questa fu eccellentissima donna ne le virtù attive. E le virtù attive ànno a fare ai purgati dimenticare lo male e ricordarsi del bene, e spegnere lo fomite del male et accendere l’amore del bene. E figura questa donna ancora tutta la pratica de la santa Chiesa; cioè cantare l’officio, consecrare, batteggiare, confessare, predicare e tutte l’altre cose et esercizi che occorreno ne la santa Chiesa; e veramente questa è filliuola di Beatrice: imperò che la pratica de la santa Chiesa nasce de la Santa Scrittura, e quinde è venuta. E finge che fusse questa donna soletta, e cantando colliesse fiori sciolgendo 2 li più belli: imperò che mellio la persona sola intende all’opere virtuose che accompagnata, e che chi segue la vita attiva canta sempre le lode di Dio e sciolge le virtù più eccellente, e quelle traffica co le suoe operazioni; e questo è sciolgere li fiori e trafficare co le mani. E veramente a tale vita e tale attività convenientemente l’autore finse nome di donna, e Matelda, che tanto viene a dire, quanto dante loda a la scienzia di Dio.

C. XXVIII — v. 43-60. In questi sei ternari lo nostro autore finge com’elli parlò a la ditta donna, e com’ella s’accostò a la sponda. Dice così: Deh; questa è interiezione deprecativa, o esortativa, che si dice quando l’omo vuole confortare, o pregare alcuno, d’alcuno atto, bella donna; ben si conviene a sì fatta donna sì fatto adiettivo, considerando che significa la vita attiva la quale è tutta bella, ch’ai raggi d’amore Ti scaldi; cioè de lo Spirito Santo, s’i’ vo’ credere ai sembianti 3; cioè s’io debbo credere alli atti, Che; cioè li quali, sollion esser testimon del core: li atti di fuora sono manifestamento del

  1. C. M. presente;
  2. C. M. sciolliendo
  3. Nel testo ci è sfuggito sambianti. E.