Pagina:Commedia - Purgatorio (Buti).djvu/777

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carro, de le quali fu ditto di sopra; e per questo dà ad intendere che, poi che la dottrina et autorità sacerdotale àe mundificato e levato l’omo da l’atto e dal fomite del peccato sì, che l’à renduto innocente, così lavato lo mette dentro da la dansa de le quattro virtù cardinali, acciò ch’ elli vegga lo tripudio e l’allegressa loro, e come elle serveno a la santa Teologia; e così finge che Matelda facesse a lui. E ciascuna; cioè di quelle quattro donne, col braccio; cioè suo, mi coperse; cioè coperse me così bagnato, offerto loro da Matelda; per lo quale coprimento dà ad intendere che ciascuna promesse di difenderlo dal vizio contrario, la iustizia da la iniustizia, la prudenzia de la stoltia, la fortessa de la fragilità, la temperansa de la intemperanzia; e così è che chi è in stato d’innocenzia le ditte virtù lo cuopreno col braccio suo, cioè co la potenzia sua. Noi siam qui Ninfe; come è stato ditto di sopra, Ninfe sono le die dell’acque, et alcuna volta si pognano per l’acque, e però diceno queste donne a Dante: Noi; cioè quattro virtù siamo quivi, cioè nel mondo: imperò che lo paradiso delitiarum, secondo la sua fizione, è in sul monte del purgatorio che àe finto che sia nell’altro emisperio: imperò ch’ elle sono a lavare lo mondo dai vizi e da le brutture dei peccati, e nel del semo stelle: imperò che quive siamo per adornamento: imperò che quive non ànno a tollere vizio, nè peccato: imperò che quive è solamente virtù; e però si può dire che nel mondo sono in atto, et in cielo sono in abito. Pria che Beatrice descendesse al mondo: allora discese Beatrice al mondo, che li componitori del vecchio testamento inspirati da Dio lo scrisseno, e che discese Cristo: imperò ch’ elli fu insegnatore del testamento nuovo et accordatore del vecchio col nuovo, et ab eterno fu questa scienzia co la divinità del Verbo, che si dice sapientia patris — , Fummo ordinate; cioè noi quattro virtù da Dio, a lei; cioè a Beatrice, per sue ancelle; cioè per sue servigiali, e bene fu prima: imperò che ab eterno Iddio ordinò ogni cosa; e poi che noi siamo sue ancelle, Merrenti alli occhi suoi; cioè di Beatrice, cioè a lo intelletto carnale che àe due occhi; cioè intelletto letterale e morale, et alle virtù cardinali s’appartiene di guidare l’omo allo intelletto carnale de la santa Teologia: imperò che per la dottrina et esercizio di quelle si viene poi a la dottrina et a l’esercizio de la santa Teologia, ma nel giocondo Lume; cioè nello intelletto spirituale, anagogico cioè et allegorico, che è; cioè lo quale è, dentro; cioè alli occhi di Beatrice: imperò che sotto la lettera e moralità sta appiattato, aguzzeran li tuoi; cioè occhi, Le tre; cioè virtù teologiche, di là; cioè che sono da la destra rota del carro, che; cioè le quali, miran più profondo; che non facciamo noi: imperò che la fede, speransa e carità vedeno mellio le cose spirituali de la santa Teologia, che le virtù cardinali che non vedeno se non le carnali. Così can-