Pagina:Commedia - Purgatorio (Buti).djvu/88

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   78 p u r g a t o r i o   iv. [v. 1-18]

C O M M E N T O


Quando per dilettanze cc. Questo è lo quarto canto de la seconda cantica, nel quale lo nostro autore tratta del secondo luogo che finge essere ne la montata del primo balzo del monte del purgatorio, dove si monta con grande fatica; et in questo luogo non finge che trovasse niuno sì, che si dè intendere che questo balzo sia quello delli scomunicati; ma in sul secondo balso finge che stieno li negligenti, li quali sono stati negligenti in tutte le cose sì, che nelli atti virtuosi e ne la penitenzia anco sono stati negligenti; ma pur a la fine, o innanti, si sono riconosciuti, li quali finge l’autore che stiano in balso del monte tanto tempo, quanto sono stati negligenti nel mondo. E perchè questo terso grado di negligenzia procede da accidia 1 carnale che è meno grave che li passati gradi, però finge che sia punita in più alto luogo; e perchè è più grave che li altri gradi che sono a trattare, però finge che sia punita più bassa, sì che veggiamo nel mondo che chi è di questo grado è più vile, che chi è di quelli de’ quali si tratterà, et è meno abominevile 2, che chi è dei gradi dei quali è trattato. E di questo terso luogo incomincia a trattare in questo canto, e dividesi questo canto principalmente in due parti, perchè prima finge come sallisseno lo primo balso del monte; ne la seconda finge come quindi sallitte nel secondo balso, e quive trovò Tanime negligenti, nel terso grado del quale è detto di sopra, et incomincia, quive: Ben s’avvidde il Poeta ec. La prima si divide in cinque parti, perchè prima l’autore nostro dichiara uno dubbio de le potenzie dell’anima umana quando è nel corpo, lo quale fu tra li antichi filosofi; e come la via del montare li fu mostrata; ne la seconda descrive lo luogo per lo quale montò suso, quive: Maggior aperta ec.; ne la tersa dimostra la malagevilezza del montare, quive: Noi sallivam ec.; ne la quarta confessa l’autore la stanchità sua e lo conforto che li diede Virgilio, quive: Lo sommo era alto ec.; ne la quinta finge come, monti 3 suso, elli si riposò e meravilliavasi che il sole lo feria da mano sinistra, quive: Si mi spronavan le parole sue ec. Divisa la lezione, ora è da vedere lo testo co la sua esposizione testuale et allegorica, o vero morale.

C. IV — v. 1-18. In questi 6 ternari lo nostro autore, presa cagione de la materia, solve uno dubbio che ebbeno certi filosofi; cioè che l’omo avesse quattro anime; cioè vegetativa, sensitiva, imaginativa e ragione vile; e diceano che, quando lo feto è in ventre de

  1. C. M. da accidia naturale che è
  2. C. M. meno abondevile, che
  3. C. M. come giunti suso, — Il nostro codice à - monti suso - che dee valere montati, come cerco per cercato, tramonto per tramontato. E.