Pagina:Commedia - Purgatorio (Tommaseo).djvu/104

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86 PURGA’f Olilo qui fo edere certo FA premere et laxas sciret dare jussiis habeìias (i). dove l’imagine delle redini ci rimanda al cavallo e al cavalcatore; e dove Eolo re de’ venll è soggello all’impero di Giove, anch’egli jussiisf come Giove slesso è soggello all’imperio de’ Faii. Poi Pietro soggiunge un passo dì Boezio, e gli evangelici: Reddite... quae sunt Caemris Caesaii, e quel subditi e«/ote.., passi che Dante conciliava con le franchigie municipali, e lo dice nella Monarchia chiaramente. Siccome il cielo, noia Pietro, è retto da un solo motore, cosi dev’essere il mondo da un principe: ma tale pi incipalo non doveva distruggere, anzi assodare le italiane repubbliche: A’om5/c iutelUgendum est ut ab alio prodire possint municipia et leges municipales. Passo notabile senza il quale sono enimma gli scritti e la vita di Dame (2). E le dottrine di lui avevano conferma in quell’autorità della Somma che distingue il principato despo lieo come è mosso il servo’Ual padrone, dal principato regale o politico, cornei liberi uomini sono retti da cfiigoverna(i) dove per principato intendesi lutla sorte reggimento. In questo Canto, come nel diciannovesimo dell’Inferno, e nel sesto, uodecimo, quindicesimo, sedicesimo, decimosettimo, decimoilavo, diciannovesimo, ventunesimo, vensettesimo e venlinoves mo del Paradiso, abbiamo una forma d’eloquenza poetica, diversa dalla sentenziosità di Lucano e di certi moderni; forse più lirica che certe odi d’Orazio. Paragonisi a questo Canto, non dico l’ode Delieta maforum (*), che è tra le più belle e d’Orazio ed’ogni lingua, ma l’altra Intaclis opulentior (ìi), che ò anch’essa una riprensione de’ corrotti costumi civili del tempo suo, e nelle parole del Fiorentino sì sentirà non pur dolore più sincero e più allo, ma impeto d’ispirazione più vera. E pongasi mente alle mosse, e alle inlonaz’oni che nella somiglianza slessa vengono variando il Canto e rafforzando ralTetlo: anima lombarda, come li stavi altera/ — Mantovano, io son Bordello della tua terra. — Ahi serva Italia/ — Cerca, misera... — Che vai... — Ahi gente... — Guarda com’està fiera.. — Alberto Tedesco... — Giusto giudizio dalle stelle caggia. — Vieni a veder...— Yien’, crudel, vieni e vedi... — Vieni a veder la tua Roma. — Cesare mio. — Vieni a veder, gente quanto s’ama. — sommo Giove... ~ Fiorenza mia.. — Tu ricca, tu con pace. — Quante volte/... Ma nell’impeto è pondo; né ricercati con ismania rellorica i voli; e ad ogni tratto il dire si posa per rilevarsi più forte come la natura stessa richiede, e come insegna l’arte consumata a’ veri maestri (6). fi) Ma., I. (6) Riposi nell’impeto: Quell’anima (2) Del municipio tratta nella Mo- gentil... - Senz’essa fora la vergogna nardiia, pag. 17, i9, 21, 22, 23, ìncno. - Se bene i-itcndi... -E, se li’ 24j 28. cito m’è.... - Mercè del popol t’io ehe (3) Som., 1, 2, 9. sì argomenta. - S’io dico ver, l’effetto (4) Ilor., Carm., HI, G. noi nasconde. - E se ben ti ricorda..,. (5) Ibid., Ili, 24.