Pagina:Commedia - Purgatorio (Tommaseo).djvu/117

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CANTO VII. 97 LA VALLE FIORITA. Il monte del Purgatorio fa seno dì sé slesso, e apre nella costa una valle, entro cui stanno i principi negliRenti in servire a Dio e a* popoli loro. E il poeta li colloca nel basso d’una valle conìe per gastigarli del non aver già voluto reggersi nella debita altezza dell’anima: ma la valle è Horila a simboleggiare il verdt^ delia speranza; così come verdi sono le vesti degli angeli che scen<ieranno e verdi le penne Neil’Eliso virgiliano: Al pa’er Anctìises petiitus cowalle virenti Inctusas anitnas, super urrniue ad lumen iluras, Litstrabat siudio recolens; omnerrique suorum Furie recensebat numerum, carosque nepote<i, Faiaque, foriunaaque vinìm, moresque maminque (1). La pittura de’ fiori, se togli una rima in acca che siuona, è gentile e più abbondante che nel Nostro non soglia Rammenta oro e argento, come in Virgilio il fiore Amelio: Aureus ipse; sed in foliis quae plurima circum Funduntur, viotae sublucei putpura niqrae(ì) senonché in Dante la preziosità dei melcdii e delle gemme è vinta in bellezza dal calore dell’erbe e de’ fiori Come dal suo magqiore è vinto il meno, verso mezzo scientifico, che soprabbonda. Rammenta il cocco che era anco nella legge antica simbolico, che col suo vivo colore ritraeva l’elemento del fuoco i3). Rammenta l’indico legno di cui Virgilio: Sola India niqrum feri ebenum (4) La biacca richiama quello che in altro senso il Vasari: Fece Lionardo di chiaro e scuro lumeqgiato di biacca un prato d’erbe infinile. Il verso: Non aveva pur Natura ivi dipinto comenta il latino che è più leggiadro e dove natura non è nommaia: Tibi lilia plenis Ecce ferunt Nijmphae calathis; libi candida Nois Pallentes viotas et summa papavera carpens, Narcissum ei florem jungit beveoleniis anethi; Tum casia atque aliis iniexens suavibus lierbis^ Molila luleota pingit vaccinia caliha (5); ed è comenlaio fioritamente da quel del Caro: Il verde di varie verdure distinto; e, dove era fiorito, di vermiglio e di candido, di giallo e d’altri colori dipinto. I versi: Ma di soavità di mille odori Vi facea un incognito indistinto, ricordano Vodoratum tauri nemus dell’Eliso (6), e suaves miscetis (i) odores (9). In (1) Mttf VI. E più sotto Inlerea (7) Aristotele Ex nn’xltone elemen» videi /Eneas in valle redacta Seclusum torum quam sequitur odor. nemus. (8) Bue, Il IHille per numero in(2) George IV. determinato in Virgilio più d’una volta. (3) Som, 2, 4, 102. Per m,lh eotonbux nreum (Ma., V;; (i) Georg., II. Tibi nomina mille (ìEu, VII) Petr.: (5; Bue, 11. L* erbetta verde e i fior dì color mille (6);En,, VI. Sparsi sotto quell’elee antiqua e negra Dantf. Purgatorio.