Pagina:Commedia - Purgatorio (Tommaseo).djvu/75

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CANTO V.. Che sempre l’uomo in cui pensier rampolla Sovra pensier, da se dilunga il segno, Perchè la foga l’un dell’altro insolla. —. Che potev’io ridir, se non: «V vegno»? Dissilo, alquanto del color consperso. Che fa l’uom di perdon talvolta degno.. E intanto per la costa, da traverso, Venivan genti, innanzi a noi un poco, Cantando Misererò a verso a verso.. Quando s’accorser ch’i’ non dava loco Per lo mio corpo al trapassar de’ raggi, Mutar lor canto in un Oh lungo e roco.. E duo di loro in forma di messaggi, Corsero incontra noi, e dimandarne: — Di vostra condizion fatene saggi. — buona coKCìenza. Psal. CXXIV, h: Que’ che coì) fidano nel Signore y conte il monte di Sion, non sarà smosso mai. Mn, X: lUe, relut rupes, vasium quae prodil in ae<iuor, Obria ventorum furiis, cxpostaque ponto, Vim ciinciam aique rninas per Ieri coelique marisqut Ipsa immota manens. • VII: nie, relut pelaqi rupes immoia, resistit; Ut pelani rupes, magno veniente fragore. Quae sese, mullis circumlatrantibus unClis, Mole lenet. - IV: - Seti nulli s ille movetur. Flelibus..Acveluti annoso validam cum robore quercum Alpini Boreae nunc hinc, nunc flatibus Ulinc Eruere inl^r se certant... Ipsa baerei scopuli <... Ilaud secus assiduis bine aiquf^ bine vocibus beros Tundiiur, et magno perseniit pectore curas Mens immota manel Cypr: La pianta bene fondala in radici, per so f tiare df’venti non si svelle Som: La perseveranza per cui l’uomo fermamente sia Non si smove chi a cosa immobile attiene sé fermamente. Ho abbondalo in citazioni perchè la cosa lo meriia, e perchè questo fliscorso ritrae l’animo (jt’l Poeta. SenoMchè Io sta come torre dopo il vien dietro a me, rammenta la semenza d’un certo Uubbi presid’nle d’una cena assemblea, che, dovendo i deputati col levarsi o no in piedi risolvere se seguitare o differire le deliberizii>ni, dis>>e: Cbi vuole andarsi’.UH riìnangi sedwo • Tre similitudini ha (juesto Canio. Il Purs[.iturio ne ha meo dell’Interno d’ass;i.. (L) Dilunga: s’allontana dal segno a cui mira. — L’un pensiero. — Insolla: allenta. (SD Insolla. Sollo, soffice, quindi molle, Fr souple. (F) Hampolla Par., IV: Nasce..., a guisa di rampollo. Appiè del vero il dubbio: ed è natura Cti’al sommo pingenoi..Pare sentenza coniraria a questa Ma altro è il dubbio che nasce dal vero, e al vero move; aliro é l’ingombrarsi del pensiero sopra pensiero che toglie la forza del lare. La figura del rampollo sta meglio nel Paradiso die qui: e non s’accorda coll’altre del segno e della foga. — Dilunga. Plurìbùs inientus minor est ad singula sensus. Bello che non il segno del p.’usiero si alloniani dall’uomo svagato, ma chc^ egli slesso lo alhmlani da sé —Insolla. Mtmtaigne: L’àme gui n’a poini de bui èiabli, se perd

(L) Color: rossore.

(SL) Talvolta "è pure una trista vergogna (Ini.. XXIV, i. ii). Il Poeta arrossisce più volle.

(L) Traverso: in lunga schiera

che prendeva tulio il cammino di conlro a Dame — A verso: a vicenda. (SL) Miserere. I canti de’ purganti sono frequenii. e dispongono l’animo alle celesti armonie

(SL> Ob. Arios.. XVIll, 78: E con

guell’oh che, d’allegrezza, dire Si suole, incominciò Mmo elegatile. — Lungo. Bue, 111; Longum... vale... inquii. — Itoco. La son resa, e ogni aflelio subito, mui.4 e ingrossa I voce, il che e più sensibile se si passi dal canto al:. rido. to iL) Saggi: che sappiamo chi siete. (SL) Saqg’i: Da sapio.