Pagina:Commedia - Purgatorio (Tommaseo).djvu/99

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CANTO VI.

coli invocare e co! respingere gl’imperalon Kcrjnanici. li i»ruvoc.ìvauo contro (Ji so De’ più bolli è anche il verso; Vieni a veder, la qciiìe nuanio.s’ama; li a ut w uva CtiiMo possa esserci un’ironia piona dalliUlo e di lagnine Più acre l’aura al |)opulo che a p<’si muiiuali.sollecito si sotti/arca. Il riviv(.’re clu’ (a da circa veni’anni nt•^Ml senili di laltini (|uesia veccliia parola, colli; ari.hayi e eolle imuron. tiiitdnn.e au^’tjrio tristo a intr. die non esulto del duellan* che l’anno Ira lo((). come «ià «li Dei (icil’lliade. eqniìouui e attioìtomia. Ma ripn ndeiido il popolo liorenlino, D.inie non lo eomianr.av;, in (luanio rt-pt^bbliea, se «li rinlaccia i;l| e.-ctnpi d’Atene e di Lacedemone, che. furoii sì civili Ne solo le repubbliche in Italia inuiaron.. spesso Leqqi e moneta e ul/izio e costume: e i| proverbio ■ legale fioreiìiina basta da sera a mattina (Che è meno che da ottobre a ni.’zzo novembre) riia non solamente Milano (memoria non so se della repubblica o del ducato o del reeno) ma l’ha anche Torino delle legai piemoni, si nel suo dialetto. / Italia, ostello e nave e bordello, poi diventa cavalla: e la metafora piace al Poeta lanlo che la strascica in allegoria, come Achille fa del cadavere d’Ettore, e il Paladino di qiKli altra cavalla; racconciare il treno, sella mota, fiera fella, non corretta dai/li s/troni, non iA>r wuiio alla predella, inforcare negli arcioni. U verso: E lasciar settr Cesar nella stila ha troppo invero armonia inilativa, e ramnienla lo scricchiolare dei a Danoja agghiacciata, e Austericli. Che oirebbegli se a* dì nostri sentisse una lloma entro Uoniu npilere il verso: Ce.iare mio. verdie non m accompagne?; e l’Italia pregare il snccessore’ d’Alberto, non <l aiiM) ui non ch<; la abban.toni? La Sdl’idKjia che teneva Aib.rto e Hodol’o.iislrelli in Germania, ubbidì linalmenie alle imprecazitmi di Dante e venne a stringere noi I versi; hiusto giudizio dalle stelle caggia. - A vergognar ti vien’della tua fama, nuu «uno né di politico né di proieta; ma avverano la sentenza adombrata nelle due men felici terzine del Canto: che non solo il bene, ma II male, nella storia de’ popoli, sono sovente.scissi dall’accorgere 8nrA’rarii:’^’"^"^^^S'"8e.. Pantf, Purgatorìn,