Pagina:Compendio del trattato teorico e pratico sopra la coltivazione della vite.djvu/110

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

o[ 107 ]o

zare i vantaggi, potrà obbiettare, può darsi, che la compra del miele, del mielazzo, dello zucchero accresceranno a pura perdita le spese della fabbrica del vino. Noi c’impegniamo ad appellarsene alla sperienza, le lezioni della quale non si scordano mai; acquisteranno presto la prova convincente, che qualunque sia la spesa in materia zuccherina, sarà ben inferiore ai grandi vantaggi che procura.

Il marchese de Boullion, che per il primo à fatte sperienze esatte sopra il mosto, aggiungeva ad ogni moggio della cattiva uva di pergola del suo parco di Bellejames da quindici a venti libbre di zucchero. Con questo mezzo ricavò un vino di buona qualità.

Le proporzioni, che à indicate Rozier da lungo tempo, sono quelle di una libbra di miele sopra dugento libbre di mosto.

Se la bietola-rossa, che si à tanto tormentato per ricavare lo zucchero, che contiene, potesse perdere colla fermentazione il gusto terroso, che à d’ordinario, servirebbe senza dubbio nello stato di siroppo a rimpiazzare vantaggiosamente le diverse sostanze, che abbiamo indicate a quest’oggetto.

Nelle contrade settentrionali la fermentazione è sempre lenta, ed imperfetta per la poca maturità dell’uva, e per l’abbondanza della parte acquosa, che divide, ed allunga la piccola quantità di zucchero, che contiene. Si può disimbarazzarsi facilmente da questa porzione di acqua soprabbondante facendo seccare l’uva, esponendola in stufe, mettendo nella tina del gesso 1, come facevano già

  1. Si proceda però cautamente col gesso, giac-