Pagina:Compendio del trattato teorico e pratico sopra la coltivazione della vite.djvu/118

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l’attenzione avuta di spremere pochissimo, e di fare con molta prontezza. Il vino che dà la prima e seconda pressione si chiama occhio di pernice, e quello della terza e quarta vino de taille.

La feccia colle diverse ripetute pressioni fattele, qualche volta à acquistato una durezza tanto grande, che non si può levarla, senza tagliarla in pezzi coll’accetta, che ordinariamente serve a questa operazione.

Ecco i diversi usi ai quali s’impiega la feccia. In Champagne si ricava un’assai cattiva acqua-vite, che si conosce sotto il nome di acqua-vite d’Aisne: ma in una parte del dipartimento dell’Yonne, dove si pratica questa fabbrica generalmente è aggradevole, sopra tutto, come divenga vecchia.

Del resto, si deve attribuire questa differenza alle attenzioni usate in questa operazione. Non si saprebbe condannare troppo l’uso generalmente adottato, di non abbruciare che in inverno le fecce per fare le acque-vite. Con questo ritardo si minora la quantità, che si deve ricavare.

A Montpellier, la feccia serve a fabbricare del verde-rame. In qualche paese s’impiega a fare dell’aceto. Se si vuol darsi la pena di conservare la feccia, bisogna dividerla con attenzione, e metterla in botti, che si coprono di paglia, e di un intonaco densissimo di terra. Serve assai bene alle bibite, che si danno ai cavalli, e alle vacche, che la mangiano con piacere: ma bisogna dargliela in piccola quantità, sopra tutto alle vacche, cui può allontanare il latte.

L’ultimo uso della feccia, e che non è certa-