Pagina:Compendio del trattato teorico e pratico sopra la coltivazione della vite.djvu/126

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tosto servendosi di dieci, dodici bianchi di uova sbattuti con un poco di vino. Si riunisce in seguito tutto al resto della botte, che può essere di un mezzo barile (demi-muid): un altro metodo, è di agitare in una botte da tre a quattrocento boccali due o tre once di gomma-arabica in polvere.

Il vino di Spagna, ordinariamente denso e liquoroso, non si chiarifica, che meschiandovi dei bianchi di uova, del sale grigio, e dell’acqua salata, tutto ben incorporato insieme. La deposizione è fatta in capo a qualche giorno. Bisogna allora avere cura di tramutarlo, qualunque sieno i vini trattati, ed i modi impiegati a chiarificarli. Ma i vini umidi, ed aspri, devono restare più lungo tempo sulla feccia, che agisce così bene sopra essi, che conviene ripassarveli per trarne partito. Bisogna tramutarli alla metà di maggio, o alla fine di g:ugno. La feccia è talune volte tanto abbondante, che il vino non sarebbe mai bevibile; allora bisogna per rimetterlo prendere due libbre di ciottoli calcinati e macinati, o della buona sabbia ben fina; dieci, dodici bianchi di uova, un buon pugno di sale, che si sbatterà con otto boccali di vino, si verserà tutto in botti, e si tramuterà due, o tre giorni dopo. L’amido, il riso, il latte, ed altre sostanze possono servire ad operare la chiarificazione dei liquori torbidi, ma solamente di quelli, che si devono bevere subito e in pochissimo tempo, perchè sviluppano un genere di fermentazione, che ne altera la natura.

Si fanno perdere ai vini i gusti spiacevoli, che ànno acquistati, lasciandoli digerire sulle toppe di faggio scorzate, bollite nell’acqua, e seccate al