Pagina:Compendio del trattato teorico e pratico sopra la coltivazione della vite.djvu/153

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dieci di circonferenza, e più piccola verso il basso), e per un’animella che posta nell’interno della canna impedisce all’aria di sortire dalla botte, quando vi sia entrata. Quest’aria compressa agisce sulla superficie del liquido che fa montare in un cannello che lo travasa nel vaso col quale comunica. Ambidue questi modi, sebbene semplici, presentano il discapito di non lasciar vedere il vino, che spesso può passare torbido, e di non poter arrestare sul momento il di lui corso.

Le trombe sono formate dalla riunione di tubi di ferro bianco, del diametro di dodici quindici linee, presentando tre lati di un quadrato, l’uno de’quali dev’essere qualche pollice più lungo dell’altro per operare il passaggio del liquido.

In qualche paese i lavoratori di ferro bianco ignorantissimi fanno eguali i due lati della tromba, ed imbarazzano così il vignajuolo, che non può servirsene che inclinando uno dei lati onde aumentarne la lunghezza.

Esistono inoltre delle piccole trombe da mano, le quali sono una specie di cono troncato che servono a prendere del vino in ogni botte, come si voglia giudicare le qualità di una cantina. Il modo più semplice e più vantaggioso di tramutare il vino è quello di mettere al vaso pieno una grossa cannella di rame e servirsi alternativamente di due brocche, una delle quali si fa votare nella botte intanto che l’altra si riempie.

In questa maniera si fa un travaso, senza temere di meschiare colla parte chiara neppure le prime parti torbide. Si obbietterà forse che con questo metodo il vino si unisce all’aria atmosferica; ma