Pagina:Compendio del trattato teorico e pratico sopra la coltivazione della vite.djvu/165

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perture. Questi diversi lambicchi, sebbene assai ingegnosi, sono di una costruzione tanto difficile, che il sig. Baumé confessa aver avuto egli stesso molta pena a farli eseguire a Paris. Quanto ai suoi fornelli, si possono riscaldare egualmente e colla legna e col carbone di terra.

Il fornello di Moline contiene quattro lambicchi, i cui capitelli sono forniti di refrigeranti. I suoi lati sono assai elevati perchè l’acqua possa sormontarli tre, quattro pollici. Il cannello del capitello è circondato da un doppio cilindro che si apre da una parte nel refrigerante, e dall’altra estremità facilita il corso dell’acqua nel mastello del serpentino. Il sig. Moline accresce con ragione la grandezza dei suoi mastelli, acciò la grande quantità di acqua che contengono sia riscaldata meno presto, e mette anche la sua conca in un mastello riempito, per condensare più presto le parti spiritose. Questo vaso è guernito di due tubi, uno de’ quali comincia col serpentino, e discende coll’altra parte al fondo della conca. Il secondo destinato all’aria contiene una regola graduata, situata sopra un sughero, che il liquore fa ascendere in modo d’indicare colla sua elevazione il numero delle pinte contenute.

Il suo fornello è assai semplice, e si fa in un momento ed ingegnosamente di un fornello da legna uno per il carbone di terra.

La corrente di acqua fredda che affoga continuamente la testa del capitello per meschiarsi in seguito all’acqua del serpentino è stata soppressa, perchè i migliori distillatori ànno rimarcato che rallenta l’operazione, ed alcune volte l’arresta per molti minuti.