Pagina:Compendio del trattato teorico e pratico sopra la coltivazione della vite.djvu/57

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può temere la vite, troverebbe i modi di garantirsi, ed opporsi alla loro marcia verso la distruzione. E puossi assicurare, che da una quantità di saggi ben diretti risulterebbe una gran massa di fatti preziosi, i quali fonderebbero sopra basi solide la scienza dell’oneologia.

Olivier de Serres ci à insegnato, che si può con letame spessissimo di paglia, e di sterco mezzo putrido impedire, che i raggi al levar del sole arrivino sino al germoglio, che senza questo sarebbe abbrustolito, e distrutto.

Il sig. Tumilhac abilissimo coltivatore del dipartimento della Seine, e Oise, si è servito di questo processo in una delle sue vigne, situata tra Orleans, e Paris. Ecco la maniera con cui à praticata questa operazione. «Il proprietario fa riunire delle erbe, e delle canne: si meschiano con cattivo ieno e paglia bagnata. Si formano verso l’est delle rotonde di cinquanta in cinquanta passi. Se ne mettono del pari negli stradini interni della vigna e lungo le sue estremità. Il proprietario fa vegliare allorché presuma che sia da temere il freddo della mattina. Se la rugiada non è sensibile verso mezzanotte è un pronostico certo del gelo; allora un’ora prima del levar del sole fa mettere il fuoco ai mucchj di erbe; si procura che facciano poca fiamma, ma molto fumo. Se soffia il vento viene ordinariamente dal Nord, o Est, e Nord-Est. Si fa allora attenzione da quella parte, onde il fumo si disperda su tutti i punti della vigna; se non fa vento, si occupa a far molto fumo dalla parte dell’Est per combattere i raggi del sole. Per comprovare in maniera cer-