Pagina:Compendio del trattato teorico e pratico sopra la coltivazione della vite.djvu/80

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piogge possono essere favorevoli, o nocive, secondo l’epoca che arrivano. Se piogge dolci sopravvengono, quando l’uva comincia a formarsi, aumentano il suo incremento, fanno sperare una perfetta maturità, ed una eccellente raccolta, soprattutto allorchè sopravvengono in seguito tempi caldi a perfezionare il succo, e levare quei principj acquosi, che gli sarebbero di pregiudizio: ma bisogna temere l’effetto di quelle piogge abbondanti, che cadono alcune volte al momento della vendemmia, che aumentano il prodotto alterandone la qualità. I venti, le nebbie, sono ancora da temersi per le viti, e non si raccomanda mai quanto basti ai vignajuoli di non piantare nei luoghi esposti all’azione di quelle nocive meteore. Sebbene abbiamo ricercato i buoni effetti del calore, che non si può rimpiazzare in alcun modo, se agisce sopra un terreno già secco, la sua azione gli sarebbe funesta, perchè à bisogno di essere in armonia con l’acqua, che fornisce alla vite una parie dei succhi nutritivi, che le sono necessarj.

E’ sorprendente vedere certe vigne, le quali godevano, altre volte, di un’assai buona reputazione, non dare attualmente, che mediocrissimi vini. Si deve attribuire questo cambiamento al cattivo metodo d’ingrassare le viti, il quale, introdottosi presso i vignajuoli per false speculazioni, si sarà perpetuato per una funesta ignoranza. Fu senza dubbio per opporsi a questo procedere nocivo, che Olivier de Serres ci à ricordato il decreto dato a Gaillac: «Con decreto pubblico è vietato il letame a Gaillac per timore di abbassare la riputazione del suo vino bianco, di cui fornisce