Pagina:Continuazione e fine della Replica del dottor C. Cattaneo alla Risposta dell'ing Giovanni Milani.djvu/11

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356 REPLICA ALLA RISPOSTA

mero pretesto, si fa tanto più chiaro, inquantochè nel ruolo de’ suoi ingegneri se ne contarono almeno undici non peranco muniti di firma; anzi uno non aveva potuto superare gli esami di pratica; e uno si scoperse poi non essere nemanco ingegnere; così poca era la cura con cui venivano accettati, purchè solamente non minacciassero il principato dell’ingegnere in capo, ossia purchè non avessero special cognizione delle strade ferrate, come il sig Colombani. Essendochè la peggior commendatizia, per entrar nell’officio tecnico, era l’aver cognizione di ciò che vi si doveva fare.

Dice il sig. Milani: “Di tutti gl’ingegneri dell’officio due soli abbandonarono l’impresa ed i lavori; e tutti e due spontaneamente per cause affatto estranee all’impresa, estranee all’officio tecnico, all’ingegnere in capo. Tutti e due se ne andarono sicuri della mia stima ed amicizia, e professandomi la stima ed amicizia loro. Furono i signori Tatti e Scapini” (§ 159.°).

Veramente dalle due lettere del nostro collaboratore sig. Tatti traspare chiaramente un animo ben diverso — “Per servire ad una clientela non posso tradirne dieci altre — Avrei con franchezza rifiutata l’accettazione di questo lavoro, ch’ella mi diceva di poche settimane, se avessi saputo che mi doveva ritenere alcuni mesi lungi da Milano, con tanta jattura delle mie faccende” (Lett. 21 dicembre, All. TT pag. l) “Non ho badato a disagi, a fatiche; credeva essermi meritato nel congedo qualche parola lusinghiera” (Lett. 27 dicembre, XX li). — Per fermo questo non è linguaggio d’animo contento; e il sig. Tatti a ragione preferì di por mano ad architettare il nuovo salone della nostra Società del Giardino. Ma il sig. Milani ebbe torto di non promettergli qualche allettevole incarico, di voler piuttosto ommettere nel progetto tutti i disegni delle stazioni degli altri edifici, che concederne l’onore a giovani di tanto merito.

Ma sia pure che si tratti d’una prova di stima ed amicizia; in tal caso il sig. Milani vi doveva aggiungere gl’ingegneri Pestagalli figlio, Bignami, Pinchetti, Bettando, Bittasio, Polettini, Pieropan; i quali o rimasero nell’officio poche settimane, o ne uscirono prima che il progetto fosse compiuto, o ricusarono poi di ritornarvi. Noi potremmo facilmente rilevare quanti giorni ciascun ingegnere rimase in