Pagina:Continuazione e fine della Replica del dottor C. Cattaneo alla Risposta dell'ing Giovanni Milani.djvu/31

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
376 REPLICA ALLA RISPOSTA

dimandava le popolazioni di Sondrio e di Belluno, che stanno accampate in mezzo alle Alpi; e non cercava di conoscere sul suo passaggio quelle di Lonato, di Chiari, di Romano, di Treviglio, di Monza!

Quando i rótoli furono tornati a casa d’ogni parte, e i direttori ebbero capito anch’essi che per questa via non s’andava inanzi, il dott. Cattaneo ebbe campo, non però incarico, nè facoltà espressa, di far qualche cosa a suo modo. Allora raccolse oltre le poche cifre di popolazione, accennate nei rótoli anche quelle dei singoli communi e sopra quelle calcolò non solo la densità della popolazione in ogni provincia e in ogni distretto, ma sopra i singoli tronchi, della linea ferrata, alla distanza di miglia quattro, comprese le laterali da Milano a Monza, e da Treviglio a Bergamo; e vi aggiunse molti particolari sul riparto della popolazione nelle classi più o meno interessanti all’uopo. Raccolse il perticato e lo scudato d’ogni commune, la tassa personale e commerciale d’ogni distretto, le proporzioni tra le diverse culture, e quindi tra i diversi ricolti, per quanto si oscure ricerche si potevano tentare in quell’angustia di tempo e in quell’affollamento di lavori. E inoltre ricercò quelle notizie che indarno avrebbe cercato nelle singole province, e quindi non potevano intarsiarsi nei rótoli, come, a cagion d’esempio, i movimenti dei commercio generale. Ed erano pur necessarj, se si voleva, come pur si dovrebbe, riassumere lo stato economico del nostro paese in confronto della Sassonia, o del Belgio, o di qualsiasi altro territorio, in cui le strade ferrate abbiano prospero successo. Poichè solo in questo modo può congetturarsi il destino delle nostre strade ferrate; solo in questo modo il capitalista europeo avrà una chiara nozione della rara e prodigiosa cosa ch’è questo nostro piccolo regno, e della incomparabile sua attitudine a corrispondere ad ogni grande opera industriale, quando mani degne del paese e del secolo ne assumano la condutta.

Le tabelle dell’ingegnere furono inviate da stamparsi il 27 luglio 1837; i direttori furono eletti il 21 agosto; la sezione di Milano si costituì il 9 settembre; solo allora si potè fondare l’officio della Direzione, l’invio di quelle tabelle era una cosa secondaria, in confronto all’impianto dei registri amministrativi ed altre urgenti operazioni; e ad ogni