Pagina:Contro Wagner, Riccardo Ricciardi, 1914.djvu/63

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secondo post-scriptum 59

veramente, poi che il temperamento non più risponde alle condizioni prime: sia la forte razza d’un Haendel o l’esuberante animalità d’un Rossini. — Ciascuno non ha il diritto di guidare sè stesso sulla scorta d’ogni maestro: questo è vero per epoche intiere. — Non è impossibile che esistano ancora, in qualche parte d’Europa, residui di razze più forti, composti d’uomini superiori al loro tempo: ciò ci consentirebbe di sperare ancora in una bellezza tardiva e in una perfezione, anche nella musica. Ciò che ancora può accaderci di meglio è d’incontrare delle eccezioni. Con questa regola, che la corruzione è sovrana, che la corruzione è fatale, non v’è dio che possa salvar la musica.

EPILOGO.


Ritiriamoci infine, per prender fiato un istante, dall’angusto mondo cui lo spirito è condannato da ogni ricerca sul valore delle persone. Un filosofo sente il bisogno di lavarsi le mani dopo essersi occupato sì a lungo del «caso Wagner». — Darò qui la mia nozione del moderno. — Ciascuna epoca trova nella misura della sua forza un campione che determina le virtù che le sono consentite e le virtù che le son vietate. O essa ha le virtù della