Pagina:Cristoforo Busetti Canzoniere.djvu/169

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III.


Voi pur, quasi fanciul, l’ardisco dire,
Appena atto a portar e spada e lancia,
Audace e senza tema di morire,
Nel fatto d’arme entraste, e non è ciancia;
E quanta forza aveste, e quanto ardire
Si vide nel mostrar e petto e pancia:
Però senz’altro dir mi basta questo,
Che già per tutto il Mondo è noto il resto.


IV.


Tal forza, tal valor, tal gagliardía,
Si comprese dich'io, Signore, in voi,
Che meritate aver la Compagnia
Nella spedizïon fatta da poi;
Tal che per questo e per la cortesía
Che vi parte dal core, o fior d’Eroi,
Dall'O al P dall'M all'S rimbomba
Del Tabarello la sonora tromba.


V.


E se le Parche inique invidïose
Non troncan anzi tempo il crin fatale,
Spero per l’opre sue miracolose
Vederlo lieto al Ciel salir senz’ale.
Offrir l’insegne celebri e famose
Al gran tempio di Marte, ed immortale
Farsi fra’ Dei, sì come è fatto in Terra,
Pe'l senno e pe’l valor mostrato in guerra.