Pagina:Cristoforo Busetti Canzoniere.djvu/19

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xiv

nel quale esalta sommamente il suo Principe. Forse questo Sonetto è allusivo alla guerra che i Protestanti minacciavano alla Chiesa Cattolica, e può arguirsi dall’altro verso del Sonetto medesimo:

E che la spada cinse, e l’armi prese
Per Cristo solo

Più che a nessun altro all’Eccellenza Vostra sono famigliari i nomi di Nicolò Iniamo, del Veronese Paolo Roccio, del Segala, del Tabarelli, e di molti altri egregi di quei tempi, i quali del Bucetti furono amicissimi, e ne lodarono l’ingegno, chiamandolo lume del suo secolo, ed onore della patria. E l’amicizia di coloro che sono riputati sapienti ridonda sempre a decoro di chi seppe meritarla; tanto più che rara è l’amicizia dei letterati, essendo essi alcun poco per lo più schifiltosi e difficili. Sebbene parmi meglio rivolgersi all’obbietto più importante, e cercare qual fosse la donna onesta e bella, tanto dal Poeta amata e celebrata. E il tacere che egli fa della sua prima fiamma ne dimostra che il susseguente amore fosse dell’altro assai più cortese, alto, e lodevole. Il perchè innamorò di Dorotea figlia di Cristoforo, Signore del