Pagina:Cristoforo Busetti Canzoniere.djvu/23

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svln mandato la mano della Dorotea, n' ebbe, pei riguardi che abbiamo accennato, un ri6uto pronto e cosi disperato da aceorciarsi pel dolore e per la vergona la vita; e tutto questo si ricava dai versi del Sucetti medesimo, Ma la costanza in amore, come in ogni altra impresa, alla fiu 6ne debbe pur vincerei e la Donna che vedesi circondata da omaggi immortali, come creduti allora erano gli omaggi poetici, dovea 6nalmente Bali' amor proprio essere debellata. Nè voglio qui assicurare che P amor proprio vincesse la Contessa d'Arsio, chè l' ingegno, i modi cortesi e la fama dell'amante poteano aver tal forza da resister loi®,' ma non da superarli. Il perchè, scemando a poco a poco d' alterezza, le s' introdussero nel cuore -sensi più miti e pietosi, talchè forse incautamente nella paterna casa lo ammise all' insaputa del genitore. Dal Canzoniere si vede chiaramente come il Poeta fosse consolato da questa prima accoglienza : ma ben tosto una terribile burrasca V avrebbe assalito, mentre era al colmo delle sue speranze. Poichè nella Dorotea crescendo l' inclinazione verso il suo Cantore, e dall' un lato stimando dover ottenere il consentimento del padre, onde venire alle