Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/168

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148 libro quarto

verso l’isola San Giovanni, oggidi Porto Rico, andando lungo la deliziosa curva formata da quell’arcipelago che si allarga dalla Granata alle grandi Antille, e sembra continuare coi gruppi di Bahama sino alla Florida. Nonostante la conoscenza che già ne avevano gli equipaggi erano nell’ammirazione di quelle armonie della luce, della terra e delle acque. Fragranze balsamiche nuotavano nell’aria, e i venticelli le portavano sulle caravelle. L’amenità di quelle rive, di cui una temperatura moderata aumentava l’incanto, pareva convertire siffatta navigazione in una corsa di piacere.

L’Ammiraglio voleva dall’isola di San Giovanni dirigersi sul porto di San Domingo, affine di consegnarvi i dispacci di cui era incaricato, e mutarvi il Galiziano con una delle trentadue navi che sapeva dover tornare in Ispagna sotto gli ordini del suo antico luogotenente Antonio de Torrez, perchè, a malgrado del bel tempo, durante il viaggio si erano riconosciuti i difetti del Galiziano, lentissimo, e i cui alberi non entravano abbastanza nella carena: le altre caravelle avevano dovuto scemar le vele per non lasciarlo indietro.

Il 20 giugno, la squadra, giunta avanti al porto di San Domingo, gettò l’áncora ad una lega in mare. L’Ammiraglio mandò il capitano del Galiziano, Pietro di Terreros, nella sua scialuppa, per esporre egli stesso al governatore la necessità di procurarsi un’altra nave, dimandare, o che gliene cedesse una fra quelle che dovevano partire, o gli permettesse comprarne una che l’Ammiraglio pagherebbe con propri danari. Egli doveva altresì dimandare da parte dell’Ammiraglio di poter ricoverare nel porto colle sue quattro navi, per porsi al coperto da una violenta tempesta che prevedeva dovere in breve scoppiare.

ll governatore, che aveva ricevuto intorno all’Ammiraglio ordini particolari dei Re, e nel dispaccio medesimo che gli era recato trovava copia delle istruzioni date a Colombo intorno il suo itinerario, sapendo che gli era vietato di approdare alla Spagnuola, obbiettò l’ordine formale dei Re. È vero che il bisogno di rimediare a guasti o di ripararvisi contro tempeste non vi era preveduto. Certamente Ovando avrebbe potuto concedere il permesso cercato; ma temeva di far cosa spiacevole