Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/227

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capitolo quarto 207


Donde veniva quella voce e di chi era? il servo di Dio nol dice, certamente per modestia cristiana: non espone il fatto che con un riserbo pieno di rispettosa gratitudine; e senza designare la qualità dell’Essere pietoso che lo consolava, si ristringe a dire: — quello che mi parlava chiunque si fosse — testualmente: quien quiera que fuese.

In presenza di quello che gli ricordava le munilicenze provvidenziali, la predilezione celeste, di cui era oggetto, e la bontà gratuita del Creatore, che non gli era debitore di nulla, a riscontro della ingratitudine di quelli che andavano a lui di tanto debitori, Colombo giacque poco meno che annichilito: confessa ch’era inetto a rispondere: non potè che piangere i suoi errori. Allora, come avviene ai giusti nelle lor estasi, con tremore ed amore lamentò la propria debolezza, e le proprie imperfezioni, che chiama suoi errori: avrebbe voluto essere puro come la luce per sentirsi meno indegno del sole di Giustizia. Nel suo laconismo si legge chiaro il suo pensiero. Ogni spirito addentrato negli studi psicologici riconoscerà qui la forza sperimentale del vero, e troverà nelle parole di Colombo un criterio infallibile di sincerità.

Sicuramente gli aggiramenti dell’astuzia, dell’ambizione scaduta non avrebbero nè trovata questa imagine, nè inventata questa sensazione dell’anima cristiana sotto il peso glorioso e formidabile di un favore celeste: son idee fuor dell’ordine della composizione diplomatica: le vendette cortigiane, per quanto siano fine non procedono a questo modo.

Ripigliamo il racconto.

Quando Colombo usci dal suo stato di oppressione, si sentì fortificato. Ma le circostanze non mutavano. Per nove giorni fu di nuovo provata la sua costanza. Finalmente il mare quietò. Durante quel tempo il fedele Diego Mendez nella sua qualità di capo segretario della flotta, e di commissario della marina, aveva combinato i mezzi di raggiungere al più presto l’Ammiraglio, sacrificando quanto meno oggetti era possibile: spese quattro giorni a far colle vele inutili del Galiziano sacchi, ne’ quali chiuse il biscotto che rimaneva: indi, attaccò due canotti in-