Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/236

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216 libro quarto

il quale strinse immantinente amicizia con lui, mutò il proprio nome col suo, consentì a vendergli un canotto, e gli prestò sei rematori per condurlo ove volesse. In pagamento Diego Mendez diegli un piccolo bacile, una giubba e una delle due camicie che possedeva: indi empiè il canotto di viveri, e andò diffilato all’Ammiraglio. In quel momento non restava sulle navi neppure un pezzo di pane1.

Gli equipaggi, minacciati d’aver a morir di fame, accolsero con trasporto il bravo Diego Mendez. L’Ammiraglio se lo strinse fra le braccia affettuosamente. Il suo cuore così generoso e così vasto alla gratitudine, apprezzava degnamente l’annegazione del suo zelante servo, e non si limitava a guardarlo con ammirazione, ma ringraziava Dio della sua evidente protezione. Diego Mendez «rendeva grazie a Dio, perchè lo aveva ricondotto sano e salvo da mezzo quelle nazioni selvagge2.» Da quel punto si videro ogni dì capitare alle navi Indiani carichi di viveri.

Affine di sollevare il bravo Mendez, l’Ammiraglio scelse due ufficiali degni di stima per vigilare agli scambi. Molti canotti stranieri alle popolazioni de’ cacichi visitati de Diego Mendez vennero anch’essi a portar provvigioni. Questa concorrenza fece stabilire una specie di prezzo corrente. Così, per due begli utias si dava uno spillone; per un paniere di pane di cassave alcuni granelli di vetro azzurro; per armi ed utensili un sonaglietto: rispetto le forbici, gli specchi e i berretti scarlatto, si riservavano in dono ai cacichi.

  1. “Al tiempo que yo llegué á las naos no habia en ellas un pan quo comer.” — Relacion hecha por Diego Mendez de algunos acontecimientos del último viage del almirante Cristobal Colon.
  2. “Dando gracias á Dios que me habia llevado y traido á salvamiento de tanta gente selvage.” — Relacion hecha per Diego Mendez de algunos acontecimientos, etc.