Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/240

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220 libro quarto

gori dell’inimicizia segreta, e col disfavore delle pubbliche preoccupazioni. .

Primieramente l’Ammiraglio narra i patimenti e le infelicità inudite di quella navigazione. Annunzia l’esistenza dell’Oceano Pacifico, indica le miniere d’oro di Veragua, e delle contrade adiacenti; si distende particolarmente su questo soggetto, che sa essere l’unico che stia a cuore del Re, e dice: «io fo maggior caso di quella scoperta e delle miniere d’oro di questa terra, che di tutto ciò ch’è stato fatto sin qui nelle Indie1.

Prima di parlare di se si occupa de’ suoi equipaggi, della loro paga scaduta; invoca in loro favore l’interesse dei Re. La miseria degli uomini che hanno servito e sofferto gli ricorda che i disertori dalla colonia, i quai fuggirono il lavoro e calunniarono la sua amministrazione, avevano ricevuto impieghi; la quale cosa, dice, è di cattivo esempio. Questo difetto di giustizia lo riconduce al difetto di gratitudine a cui soggiace la liberazione del Santo Sepolcro, pensiero costante della sua vita. Pare che per dignità cristiana egli non voglia accennare nuovamente un disegno già stato sacrificato dall’ambizion di Ferdinando ad in certi ingrandimenti in Italia: ei non si diffonde a parlarne e nemmeno lo nomina, tanto è noto ai Re; ma il suo pensiero nodrito del pane quotidiano delle Sante Scritture, lo espone per via di una figura biblica: riveste la quistione de’ Luoghi Santi, che stanno attendendo la loro liberazione, della imagine del Salvatore medesimo, il quale aspetta colle braccia aperte, durante tutto il giorno, il popolo incredulo2. «L’altro affare, dice, ben più importante giace trasandato colle braccia aperte: fu tenuto sinora in conto di straniero3

Diciam di volo che questa magnifica imagine, evidentemente

  1. Christophe Colomb. — “Yo tengo en mas esla negociacion y minas con esta escala y señorio, que lodo lo otro que está hecho en las Indias.“ — Lettera ai Re Cattolici datata dalla Giamaica il 7 luglio 1503.
  2. “Expandi manus meas tota die ad populum incredulum qui graditur in via non bona post cogitationes suas.” — Isaiæ, cap. lxv.
  3. “El otro negocio famosisimo está con los brazos abiertos llamando: extrangero ha sido fasta hora.” — Cristoforo Colombo, Lettera ai Re Cattolici datata dalla Giamaica il 7 luglio 1503.