Pagina:Cristoforo Colombo- storia della sua vita e dei suoi viaggi - Volume II (1857).djvu/262

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242 libro quarto

non era mai stato impiegato dal principio del mondo, ed a cui l’Ammiraglio non avrebbe da sè medesimo pensato: Dio gli ricordò che fra tre giorni avverrebbe un eclisse di luna; e così la luna, mercè cui Diego Mendez era stato preservato da una morte orribile di sete, doveva salvare altresì dalla fame Cristoforo Colombo. Nelle sue incertezze, ogni volta che mettendosi a pregare supplicava il Signore di soccorrerlo, l’idea dell’eclisse tornava al suo spirito. Colombo riconobbe da ciò che doveva cavare la sua salute da quell’eclisse. Dio indicò a lui semplicemente il soggetto: il suo genio gli fornì il mezzo di fecondarlo.

L’Ammiraglio imaginò di profittare del fenomeno, in guisa da sicurarsi i viveri, e mostrare agli indigeni la superiorità del Dio de’ Cristiani sopra i loro Zemeti (idoli); mandò, pertanto, un interprete d’Haiti ai cacichi per invitarli ad un grande spettacolo che gli stranieri darebbero. Come prevedeva, accorsero in calca. Allora rimproverolli della fede violata, e ricordò ad essi che si trovava lor ospite per volontà di Dio, suo Signore. Soggiunse che quel Dio, il quale aveva permesso a’ suoi inviati di giungere felicemente ad Haiti, aveva per lo contrario sollevato il mare e respinto i tentativi dei ribelli che si erano da lui separati1. Proseguì dicendo che Dio, suo Signore, sapeva il loro disegno di far perire di fame gli stranieri, non ostante gli accordi conchiusi per l’approvigionamento delle caravelle; che sicuramente colui che guiderdona i buoni e punisce i colpevoli, era irritato della loro mala fede e inumanità. E per provare ad essi la superiorità de’ servi del suo Dio sopra i loro Zemeti, annunziava ad essi ciò che i lor bohuti (sacerdoti) ignoravano, ciò che i loro Zemeti non sapevano; che al levarsi della luna, vedrebberla arrossare2, a malgrado della serenità del cielo, indi oscurarsi e rifiutar loro la sua luce.

  1. Il P. Charlevoix, Storia di San Domingo, lib. lV, p. 251.
  2. Troppo bene sapeva Colombo la mobilità di spirito dei selvaggi, per annunciare loro l’eclisse tre giorni prima, come ne scrissero gl’istorici per la maggior parte. Egli fece realmente la sua predizione nel giorno stesso. e poco prima che il fenomeno si avverasse.