Pagina:Cronica de matematici.djvu/167

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ne facendo ricco il Mondo de parti del suo felicissimo ingegno, e mostra d’esser stato degno discepolo di Federico Comandino. Molte cose sariano da esser scritte di questo felice ingegno, ma ci contentiamo di tanto per non uscir da termini, che ci prescive la natura di questa historia.


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