Pagina:Cronica de matematici.djvu/43

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cellenza egli s’ha acquistato il cognome dello Stichiota. Oltra il libro de gl’Elementi scrisse il libro de Dati, tre volumi de Porismi, la perspettiva, la specolaria, il libro de fenomeni, ò apparenti, un libro de Conici un altro de Mendacii, ò fallacie, e gl’elementi della Musica. Vi è ancora chi attribuisce à lui quel libro di Macometto Bagdadino delle divisioni delle superficie. Fù Euclide Platonico di setta, e, come scrive Proclo, si pose à scrivere gl’Elementi per giungere alla fabrica de corpi regolari.

[124][280]ARATO da Soli di Cilicia figliolo di Atenodoro, e di Letofila fù discepolo di Menecrate Efesio nella gramatica: nella filosofia udì Timone, e Menedemo, nelle Matematiche fù scolare d’un Aristotoro. Studiò in Atene con Dionigi Heracleota, e Perfeo; accostossi ad Antigono Gonata Re di Macedonia. Scrisse molte opere, ma la maggior lode acquistossi per il libro degl’apparenti, nel quale seguendo la dottrina di Eudosso, egli cantò poeticamente delle stelle.

[128][265]BEROSO Caldeo, e di Patria Babilonio, abbreviò l’historia de Caldei, fù parimente grande Astrologo, e Filosofo, e dell’una, e l’altra professione lasciò scritti libri in lingua greca. Aprì la scuola nell’


Iso-