Pagina:Cronica de matematici.djvu/85

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nasterio di S. Pietro, e Paolo in Inghilterra, fù grande nella ragione de computi Ecclesiastici, e scrisse un trattato in modo di Epistola al Re de Pitoni della retta celebratione della Pasqua. Fù questi Maestro del Santo, e Venerabil Beda.

[730]BEDA Prete, e Monaco del Monasterio di S. Pietro, e Paolo in Inghilterra dell’Ordine di S. Benedetto, fù oltre la Santità della vita dottissimo Filosofo, Teologo, e Matematico, e sopra tutto attese alle cose Astronomiche appartenenti agl’usi della Chiesa, & à computi Ecclesiastici. Scrisse sopra tutta la Sacra Scrittura e vecchia, e nuova. Scrisse parimente historie, Croniche, & altre cose in prosa, & in versi. Ridesi Tritemio di coloro, che vogliono, ch’egli fosse cieco.

[850]LEONE Magno Costantinopolitano fù discepolo di Michele Psello, & insegnó le Matematiche in Costantinopoli sua Patria ne tempi di Teofilo, e di Michele Imperatori.

[880]ALBUMASARO è il più antico degl’Arabi, che dessero opera alle Matematiche. Fù di natione Spagnuolo, & eccellentissimo Astrologo. Scrisse l’Introduttorio Astronomico, ampliò l’Almagesto, epitomato da Albategnio, compose Dialoghi, ne quali si sforzò di provare, che la


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