Pagina:Cuoco - Saggio storico sulla rivoluzione napoletana del 1799, Laterza, 1913.djvu/144

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
134 saggio storico

agl’insorgenti. Essi avrebbero potuto formare un corpo di cinque in seimila uomini, e tutti valorosi.

Si ordinò congedarsi gli armigeri baronali, e non si pensò alla loro sussistenza; si soppressero i tribunali provinciali, e non si pensò alla sussistenza di tanti individui che componevano le loro forze e che ascendevano ad un numero anche maggiore degli armigeri... — Essi sono dei scellerati — diceva taluno, il quale voleva anche i gendarmi eroi. Ma questi scellerati continuarono ad esistere, poiché era impossibile ed inumano il distruggerli, ed esistettero a danno della repubblica. Erasi obbliato il gran principio che «bisogna che tutto il mondo viva».

L’avea del tutto obbliato De Rensis, allorché pubblicò quel proclama con cui diceva agli uffiziali del re che «a chiunque avesse servito il tiranno nulla a sperar rimanea da un governo repubblicano». Questo linguaggio, in bocca di un ministro di guerra, dir volea a mille e cinquecento famiglie, che aveano qualche nome e molte aderenze nella capitale: — Se volete vivere, fate che ritorni il vostro re. — Questo proclama segnò l’epoca della congiura degli uffiziali. Il proclama fu corretto dal governo col fatto, poiché molti uffiziali del re furono dalla repubblica impiegati. Ben si vide dalle persone che avean senno essere stato esso piuttosto feroce nelle parole che nelle idee, effetto di quella specie di eloquenza che allora predominava, e per la quale la parola la piú energica si preferiva sempre alla piú esatta; ma, io lo ripeto, nelle rivoluzioni passive, quando le opinioni sono varie ed ancora incerte, le parole poco misurate posson produrre gravissimi mali. Le eccezioni, le quali si reputan sempre figlie del favore, non distruggevano le impressioni prodotte una volta dalla legge generale: molti rimasero ancora ondeggianti; moltissimi si trovavano giá aver dati passi irretrattabili contro un governo che credevano ingiusto. La durata della nostra repubblica non fu che di cinque mesi: nei primi gli uffiziali non poterono ottener gradi; negli ultimi non vollero accettarne.

Si vuole dippiú? Degli stessi insorgenti si avrebbero potuto formare tanti amici. Essi seguivano un capo, il quale per lo