Pagina:Cuoco - Saggio storico sulla rivoluzione napoletana del 1799, Laterza, 1913.djvu/186

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176 saggio storico


Magdonald, partendo, lasciò una guarnigione di settecento uomini in Sant’Elmo; circa duemila rimasero a difender Capua, e quasi altri settecento in Gaeta. Egli avea promesso lasciar una forte colonna mobile; ma questa poi in effetti altro non fu che una debole colonna di quattrocento uomini, i quali, distaccati dalla guernigione di Capua, venivano a Sant’Elmo, donde altri quattrocento uomini partivano alternativamente per Capua.

Questa forza sarebbe stata superflua presso di noi, se da principio ci fosse stato permesso di organizzar la forza nazionale. Poiché il far questo ci era stato tolto, la forza rimasta era insufficiente.

I rovesci d’Italia mostravano giá lo stato di languore, in cui la rilassatezza del governo direttoriale avea gittata la Francia. La Francia diminuiva di forze in proporzione che cresceva di volume; le nuove repubbliche organizzate in Italia, che avrebbero dovuto essere le sue alleate, furono le sue province; invece di esserne amati, i francesi ne furono odiati, perché essi, invece di amarle, le temettero.

I romani, di cui i francesi volevano esser imitatori, ritraevano forza dagli alleati. Gli spagnuoli tennero una condotta diversa, ed avvilirono quelle nazioni che doveano esser loro amiche. Ma ciò che potea ben riuscire per qualche tempo agli spagnuoli, per lo stato in cui allora si ritrovava l’Europa, non poteva riuscire al Direttorio, che avea da per tutto governi regolari e potenti ai loro confini.

Quando, in séguito di una conquista, si vuole organizzare una repubblica, l’operazione è sempre piú difficile che quando conquista un re. Un re deve avvezzare i popoli ad ubbidire, perché egli non deve far altro che schiavi; un conquistatore, che far voglia dei cittadini, deve avvezzarli ad ubbidire e a comandare. Ma non si avvezzano i popoli a comandare senza dar loro l’indipendenza, la quale richiede un sacrificio, per lo piú doloroso, di autoritá per parte di colui che conquista. E quindi è che quasi sempre vana riesce la libertá che si riceve in dono dagli altri popoli, perché, non essendovi chi sappia comandare, non vi sará nemmeno chi sappia ubbidire, ed, invece di saggi ordini