Pagina:Cuoco - Saggio storico sulla rivoluzione napoletana del 1799, Laterza, 1913.djvu/279

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Brani della prima edizione soppressi o sostanzialmente mutati nella seconda



p. 25, v. 27: Ma un uomo senza cura di bene, senza previdenza di male, erasi ridotto a non aver altri affari che la caccia ed i piaceri. La regina fomentava un’indolenza, che la faceva regnar sola. Donna superba ed ambiziosa, non vedeva nel trono altro piacere che quello di comandare, ed a quest’oggetto sacrificava il marito, i suoi figli, i suoi amici, i suoi doveri, i suoi piaceri medesimi.

p. 30, v. 17, dopo «tentarne altro» è apposta la nota: I lumi della filosofia non erano ignoti in Napoli. I passi di Gravina avean preceduti quelli di Locke, ed i voli di Vico non sono stati ancora raggiunti da nessuno. Broggia e Genovesi aveano fondata la scienza dell’economia politica in Italia; e, nella stessa nostra etade, Pagano scriveva i suoi Saggi politici ed il suo Processo criminale, Filangieri scriveva la Scienza della legislazione, ed il saggio Palmieri, divenuto ministro, portò quasi la filosofia sul trono. Ma la nostra filosofia non era incendiaria, e procurava senza pompa il bene della patria. Conforti, Pagano, Longano... dalle cattedre formavano una gioventù più saggia e più umana. Ma, quando incominciò la persecuzione, queste idee furono credute pericolose, e fu imputato a delitto l’amar la patria e la nazione.

p. 32, V. 24: Questo merito aveansi procurato Bosco, Simone, Castrone, Spagnuolo, Patarini, Petra, Mattei e tanti altri, i nomi de’ quali, ecc.

p. 35, v. 35, dopo «Castelcicala» è apposta la nota: Sotto i sovrani deboli l’inquisizione di Stato è egualmente feroce e le leggi di maestà egualmente severe che sotto i scellerati: l’unica differenza