Pagina:Cuore.djvu/147

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- Non è questa, - disse, stentando a metter fuori la voce, - la bottega di Francesco Merelli?

- Francesco Merelli è morto, - rispose la donna in italiano.

Il ragazzo ebbe l’impressione d’una percossa nel petto.

- Quando morto?

- Eh, da un pezzo, - rispose la donna; - da mesi. Fece cattivi affari, scappò. Dicono che sia andato a Bahia Blanca, molto lontano di qui. E morì appena arrivato. La bottega è mia.

Il ragazzo impallidì.

Poi disse rapidamente: - Merelli conosceva mia madre, mia madre era qua a servire dal signor Mequinez. Egli solo poteva dirmi dov’era. Io sono venuto in America a cercar mia madre. Merelli le mandava le lettere. Io ho bisogno di trovar mia madre.

- Povero figliuolo, - rispose la donna, - io non so. Posso domandare al ragazzo del cortile. Egli conosceva il giovane che faceva commissioni per Merelli. Può darsi che sappia dir qualche cosa.

Andò in fondo alla bottega e chiamò il ragazzo, che venne subito. - Dimmi un poco, - gli domandò la bottegaia; - ti ricordi che il giovane di Merelli andasse qualche volta a portar delle lettere a una donna di servizio, in casa di figli del paese?

- Dal signor Mequinez, - rispose il ragazzo, sì signora, qualche volta. In fondo a via delle Arti.

- Ah, signora, grazie! - gridò Marco. - Mi dica il numero... non lo sa? Mi faccia accompagnare, -