Pagina:Cuore.djvu/149

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Marco rispose di sì.

- Ebbene la donna di servizio genovese è andata con loro, lo so di certo.

- Dove sono andati?

- A Cordova, una città.

Il ragazzo mise un sospiro; poi disse con rassegnazione: - Allora... andrò a Cordova.

- Ah pobre Niño! - esclamò il signore, guardandolo in aria di pietà. - Povero ragazzo! È a centinaia di miglia di qua, Cordova.

Marco diventò pallido come un morto, e s’appoggiò con una mano alla cancellata.

- Vediamo, vediamo, - disse allora il signore, mosso a compassione, aprendo la porta, - vieni dentro un momento, vediamo un po’ se si può far qualche cosa. - Sedette, gli diè da sedere, gli fece raccontar la sua storia, lo stette a sentire molto attento, rimase un pezzo pensieroso; poi gli disse risolutamente: - Tu non hai denari, non è vero?

- Ho ancora... poco, - rispose Marco.

Il signore pensò altri cinque minuti, poi si mise a un tavolino, scrisse una lettera, la chiuse, e porgendola al ragazzo, gli disse: - Senti, italianito. Va’ con questa lettera alla Boca. È una piccola città mezza genovese, a due ore di strada di qua. Tutti ti sapranno indicare il cammino. Va’ là e cerca di questo signore, a cui è diretta la lettera, e che è conosciuto da tutti. Portagli questa lettera. Egli ti farà partire domani per la città di Rosario, e ti raccomanderà a qualcuno lassù, che penserà a farti proseguire il viaggio fino a Cordova, dove troverai la famiglia Mequinez e tua madre. Intanto, piglia