Pagina:Cuore infermo.djvu/207

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Cuore infermo p207.png


PARTE QUINTA




I.


Amalia Cantelmo suonò il campanello, ed al servo che si presentò disse di riavviare il fuoco nel caminetto.

— Ma non fa freddo — osservò la Filomarino, la cui tranquilla ed opulenta bellezza parea non potesse risentire alcuna impressione.

— Ebbene, io ho i brividi — rispose Amalia rannicchiandosi sulla sua seggiola come un uccellino freddoloso.

Le tre signore, prime arrivate, si erano riunite attorno alla padrona di casa, in un angolo del salone. Profittavano di quel momento d’intimità prima che giungessero altre visite e la conversazione divenisse troppo generale per rimanere molto maldicente. La Giansante, quella principessa spiritosa, brutta ed adorabile, che nessuno potea soffrire ed a cui tutti facevano la corte, aveva preso in mano il bandolo della conversazione.