Pagina:D'Annunzio - Il libro delle vergini.djvu/144

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nell'assenza di lanciotto 139

La pineta è tutta fiorita di violette; c’è l’odore della resina mescolato all’odore dei fiori... Se sentiste! Ci andremo a cavallo, un giorno, quando vorrete... Siam passati anche dalla fattoria sotto i colli; c’è il prato tutto bagnato di guazza. Scappavano i conigli da tutte le parti. Famulus n’ha afferrato pe ’l collo uno; glie l’ho fatto lasciare. Dopo il giro lungo, ci siam messi pe’l viale. Famulus vi ha scoperta da lontano e vi è corso in contro per leccarvi le mani. Voi gli date troppi pezzi di zucchero a questo vecchio ghiottone: lo guasterete Francesca...

Parlò ancora; perchè Francesca lo ascoltava. Quando apparve Eva con l’aria spaventata gridando:

— Corri, mamma! Nonna grande si sente male.

Accorsero insieme. Trovarono Donna Clara su ’l letto in preda a uno di quelli attacchi nervosi di freddo che la facevano tutta tremare e le squassavano le povere ossa. Non poteva parlare; un pallore quasi livido le occupava la faccia, dove il mento aveva un battito rapido e li occhi parevano perduti nelle loro orbite sotto la palpebra semichiusa. Non si poteva far nulla per aiutarla; bisognava aspettare che quel momento passasse. Gustavo le teneva la mano calda sulla fronte gelata, pendendo con un’espressione di timore e di tenerezza