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aveva da prima un ondeggiamento di teste indistinto; poi, a poco a poco, trascinata dal cantico, stupefatta dal calore e dall’odore misto dell’incenso e dei fiori, a poco a poco si protese in avanti, si protese verso la Vergine, con uno di quelli impeti ciechi che la superstizione dà alle anime semplici. La Vergine risplendeva nella luce superiore; avea la faccia bianca e impassibile, li occhi immoti e senza sguardo e in que’ globi di cristallo la fascinazione intensa che è solo nelli occhi delli idoli informi e dei pesci morti.

Virgo prudentissima. Virgo veneranda. Virgo predicanda...

Allora tutte le voci irruppero; fa un gran cantico di tutte le voci una grande elevazione di laudi nell’aria, in alto, verso la navata che coronavano i raggi del sole crescenti e i vapori del turribolo, in alto, in alto.

Rosa mystica. Turris Davidica. Turris eburnea...

In alto! Una tenerezza infinita di amore invadeva la turba genuflessa, un soffio ardente e dolce passava sopra tutte le teste e le prostrava nella preghiera su’l pavimento.

Consolatrix afflictorum, ora pro nobis!

Giacinta cantava anch’ella, reclinata, con un rossore spirituale su’l volto, con lucidi li occhi, vi-