Pagina:D'Annunzio - Il libro delle vergini.djvu/26

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le vergini 21


ridestava i fantasmi di altre sensazioni trascorse, e li occhi le si empivano tutti di visione sacra, di presepi raggianti e di bianchi peregrinaggi d’angeli in azzurri immacolati. Ella si metteva a cantare le laudi, tendendo le braccia, restando talvolta con la bocca aperta mentre la voce nelli organi le mancava; ella si metteva a laudare Gesù con una elevazione ardente e dolce di amore, trasportata dai suoni delle pastorali appresantisi, allucinata dalle imagini sante delle pareti. Ascendeva ai cieli, tra le musiche dei cherubini, tra i vapori della mirra e dell’incenso.

Hosanna!

La voce le mancava; ella tendeva le braccia. Camilla, da presso, voleva riadagiarla su i guanciali; si sentiva come soggiogare da quel cieco entusiasmo di fede; le tremavano le mani, le labbra. Giuliana ricadeva stesa, con il capo abbandonato, scoperta la gola e il petto, mostrando delli occhi solo il bianco nel gran pallore, sorridente a qualche cosa invisibile, in un atteggiamento di vergine martire. Le zampogne passavano; tardi passavano le canzoni del vino gridate dai marinari nella notte tornanti alle barche della Pescara.