Pagina:D'Annunzio - Il libro delle vergini.djvu/42

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le vergini 37

tata la predica su’l messaggio dell’Arcangelo all’ancella di Dio. Ecce ancilla domini. L’eloquenza sonora del frate predicante l’aveva inebriata; le restavano ancora nelli orecchi certe parole ammonitrici.

Giuliana si destava in quel momento con un lungo sbadiglio voluttuoso, e stirava le membra.

— Ah! sei tu, Camilla? — disse ella un po’ confusa di quella presenza.

— Sono io, sono io! tu ti perderai, sciagurata, tu ti perderai — irruppe la devota, additando lo specchio su ’l letto. - Tu hai tra le mani lo strumento del demonio...

Ed eccitata dalla prima irruzione, ella seguitava, sollevava la voce, gittava le frasi ardenti della predica con de’ grandi gesti nell’aria, incalzava nelle minacce dei castighi eterni, non si rivolgeva soltanto a Giuliana, assorgeva ad ammonire l’universo dei peccatori.

Memento! memento!

Giuliana non intendeva più nulla poichè tutta quella vociferazione l’avena stordita.

D’un tratto dall’angolo della piazza scoppiò la fanfara militare in uno squillo di venti trombe.