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52 il libro delle vergini

piccola statura, magro, con una testa enorme e quasi calva, con delle chiazze di peli radi su le guance, con delle pustole tra i peli. Il suo vestito era ibrido e mutevole; tutte le logge passavano su la sua persona, si sovrapponevano a contrasto: nobili zimarrine verdognole e calzoni carichi di toppe, cappelli di feltro arrossenti e ciabatte servili, bottoni di metallo lucido, formelle d’osso bianco, galloni militari, trine, quel miscuglio di ricchezza osata e di miseria ignobile, che ingombra i fondi d’una bottega di rigattiere ebreo.


XIII.


Ora costui fu il galeotto. Portava le epistole di Marcello con le conche piene d’acqua della Pescara sú alla casa di Giuliana, e tornava giù con le conche vuote e con epistole di risposta. Giuliana, quando lo sentiva salire le scale, si faceva pallida; cercava pretesti per allontanare Camilla, per essere sola con l’uomo portatore d’acqua e di gioia. Avvenivano allora dei contatti rapidi, nel sotterfugio; passavano allora tra lei e il galeotto quelli sguardi obliqui d’intesa, quei fuggevoli accenni dei muscoli