Pagina:D'Annunzio - Laudi, I.djvu/188

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LAUDI DEL CIELO E DEL MARE

d’una terribile forza
4459perché crescesse oltre l’umana
misura e non più ritenesse
nel petto cresciuto il respiro
misero, l’ansia faticosa
del gregge. Per ciò nottetempo
ella l’occultava nel fuoco,
nelle stridule fasce del fuoco
4466stringevalo senza timore;
ed or lo volgeva sul fianco
or su l’altro in quella vermiglia
cuna, ora internavagli il capo
là dov’era più vorace
la verginità della fiamma,
come il fabro fa d’una spranga
4473che battere debba all’incude.

Ma Metanira spiava
con l’occhio obliquo. Spiava
la femminetta regina [La femminetta regina]
dalla fronte bassa quell’opra
d’amor duro; e non comprendeva,
la stolta! Con cruccio e spavento
4480si percosse ella ambo le cosce;
gridò, schiamazzò come l’oca
dei pantani. “Figlio„ ululava
“figlio Demofoonte,
ti occulta nel foco vorace
la straniera e a me ti sottrae!„
E subitamente la gioia


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