Pagina:D'Annunzio - Laudi, I.djvu/26

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LAUDI DEL CIELO DEL MARE

120“Il gran Pan non è morto!„
Tutte le creature tremarono come una sola
foglia, come una sola goccia, come una sola
favilla, sotto il lampo e il tuono della parola.
“Il gran Pan non è morto!„

125E IL terrore sacro si propagò ai confini
dell’Universo. Ma gli uomini non tremarono, chini
sotto le consuete onte.
Tutte le creature udirono la voce
vivente; ma non gli uomini cui l’ombra d’una croce
130umiliò la fronte.
Ed io, che l’udii solo, stetti con le tremanti
creature muto. E il dio mi disse: “O tu che canti,
io son l’Eterna Fonte.
Canta le mie laudi eterne.„ Parvemi ch’io morissi
135e ch’io rinascessi. O Morte, o Vita, o Eternità! E dissi:
“Canterò, Signore.„

Dissi: “Canterò i tuoi mille nomi e le tue membra
innumerevoli, perocché la fiamma e la semenza,
l’alveare ed il gregge,
140l’oceano e la luna, la montagna ed il pomo
son le tue membra, Signore; e l’opera dell’uomo
è retta dalla tua legge.
Canterò l’uomo che ara, che naviga, che combatte,


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