Pagina:D'Annunzio - Laudi, I.djvu/288

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LAUDI DEL CIELO E DEL MARE

di sevi o di nitri,
con pregne le vesti
7315di tabacchi o di droghe
di farmachi o di toschi,
venian delle fucine,
venian degli opificii,
venian delle fabbriche in opra,
dei fondachi, delle fornaci,
7321di tutti i supplicii e i servaggi,
con su i volti selvaggi
impresse le impronte tenaci
della materia bruta
cui li asserviva il travaglio.
Ed ecco era divenuta
la lor pena diversa
una sola rabbia, conversa
7329a sollevare un sol maglio.

E la volontà di morte
cessò dal grido e dal canto:
subitamente si fece
taciturna e compatta
dinanzi alla muraglia
equestre che l’attendea.
7336S’udiva tintinnire
l’acciaro nella bocca
degli inquieti cavalli,
ansar nei petti inermi
s’udiva la forza plebea.
Gli squilli, gli urli, il galoppo,


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