Pagina:D'Annunzio - Laudi, I.djvu/308

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LAUDI DEL CIELO E DEL MARE

la Musa; e il suo vólto divino
nel volgersi ti rassomiglia,
se non che tra le ciglia
sembra ell’abbia il fiore del lino
ma in vero è il colore marino
7889che rimasto è per sempre
nel suo sguardo amico dei flutti.
Che ci porti? Quali bei frutti
di paradiso insulare
per invogliarci a largare
novamente le vele
umide ancor di tempesta?
7896Che ascondi nella tua vesta?

Noi abbiamo un canto novello [Encomio dell’opera]
perché tu l’oda, questo grande
Inno che edificar ci piacque
a simiglianza d’un tempio
quadrato cui demmo per ogni
lato cento argute colonne
7903tutto aperto ai vènti salmastri.
Ai raggi del sole e degli astri
notturni l’artefice insonne
operò con puro fervore,
quasi fosse questa l’estrema
opera di sé morituro,
il monumento al suo spirto
7910liberato e liberatore.
Ei le materie sonore
con ìmpari numero, oscuro


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