Pagina:D'Annunzio - Laudi, I.djvu/36

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LAUDI DEL CIELO DEL MARE

“Perché ti meravigli?„
Attonito io rimirava
la luce e il mondo. Quanti
furono i miei giacigli![I giacigli]
Giacqui su la bica flava
udendo sotto il mio peso
140stridere l’aride ariste.
Giacqui su i fragranti
fieni, su le sabbie calde,
su i carri, su i navigli,
nelle logge di marmo,
sotto le pergole, sotto
le tende, sotto le querci.
147Dove giacqui, rinacqui.

Mi persuase i sonni
il canto della trebbia,
il canto dei marinai,
il canto delle sartie al vento,
l’odore della pece,
l’odore degli otri,
154l’odore dei rosai,
il gemitìo del siero
giù dai vimini sospesi
nella cascina, la vece
delle spole nei telai
notturna, il ruggir cupo
dei forni accesi,
161il favellar leggero
dell’acque pei botri,


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