Pagina:D'Annunzio - Laudi, I.djvu/98

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LAUDI DEL CIELO E DEL MARE

la tènebra! Fendi il pallore!
Tu solo mondare la Terra
dal cumulato escremento
puoi, come la noce dal mallo
1897se per la tua grandezza
è come la stilla di latte
espressa dal fico immaturo
Galassia che immensa biancheggia.
O Zeus, Tiranno più grande,
tu carico di delitti
e d’oltraggi, ingombro di prede,
1904tu solo sei l’alta Innocenza.
Risolleva l’Olimpo
e poi risorridi alla Terra.
E, come a sua donna l’amato
offre una cintura più bella,
rinnova per lei l’orizzonte
cui volgere io possa la prora
1911scolpita cantando il mio canto!„

Così pregai nel mio cuore
notturno, fra i dischi
delle colonne atterrate
che un dì avean chiuso il portento
fidiaco. “FIDIA FIGLIUOLO
DI CARMIDE ATENIESE
1918MI FECE.„ E, come il tremante
artefice innanzi al compiuto
simulacro, attesi nel tuono
il consentimento divino.


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