Pagina:D'Annunzio - Laudi, II.djvu/115

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SECONDO - ELETTRA


80però ch’eglino, tristi servi, in quella
voce riconoscessero l’antica
lor giovinezza e la meravigliosa
verginità dell’anima primiera
che creò nella luce l’immutato
85ordine e bianco per gli intercolunnii
condusse il coro.

Cantava inconsapevole, su i giorni
e su l’opre comuni
il figlio degli Ellèni in false vesti,
90tra vane moltitudini loquaci,
lungi ai marmi natali;
e in cor gli ardeva una tristezza ignota,
mentre nella remota
isola i suoi teatri pel notturno
95silenzio biancheggiavano e la vota
scena attendeva l’urto del coturno.

“Egli è morto, l’Orfeo dorico è morto!
Sicelie Muse, incominciate il carme
fùnebre! O rosignoli, annunziate
100ad Aretusa ch’egli è morto e il canto
morto è con lui, e il latte non fluisce
più, né dai favi il miele, ché perito


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