Pagina:D'Annunzio - Laudi, II.djvu/172

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DELLE LAUDI - LIBRO


5È in pace la Città dal pistolese
di lama corta. Intorno al suo sepulto
dorme, né vede sul sepolcro occulto
sorridere la bella Vergiolese.

Là dove il mul nemico a Dio Signore,
10col Mironne e con Vanni della Monna,
involava a Sant’Iacopo il tesauro,

ella ride il Digesto e il suo dottore,
quasi celata dietro la colonna,
Musa furtiva che nasconde il lauro.


III.
Ma nella sagrestia de’ belli arredi
io conosco un sorriso più divino.
Trema, o Pistoia, in te come il mattino
quando nasce su’ colli; e tu no ’l vedi.

5Colselo un giorno Lorenzo di Credi
forse in un giovinetto fiorentino,
stando con Leonardo e il Perugino
presso Andrea che di gloria ebbeli eredi.

Dalla tavola al marmo, ove riposa
10il Forteguerri sotto il grave incarco,
si diffonde quel tremito leggero.


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