Pagina:D'Annunzio - Laudi, II.djvu/174

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DELLE LAUDI - LIBRO



II.
sul petrame ove raro striscia il biacco,
rosseggiar come sangue che s’accaglia
e incupirsi io vedea l’alta muraglia
che il Cardona scalò per dare il sacco.

5E ogni sera nel verde bronzo il Bacco
infante alla nascosta mia battaglia
ridea dal fonte. “Il tuo riso mi vaglia
contra il compagno scaltro dal cor fiacco!„

E amico l’ebbi, il pargolo divino,
10su l’agil coppa sua, tra i freschi getti.
Ei m’insegnava il riso di Lieo.

Or fatto è prigioniere nel museo
squallido, in mano degli scribi inetti.
Io spremo dai miei grappoli il mio vino.


III.
ma ancora pende sopra il capitello
florido, al sole e al vento come un grande
nido, il pergamo ricco di ghirlande
ignude, o Michelozzo, o Donatello!

5Nel marmo appeso udii cantar l’augello
come nel nido; e il Duomo, che in sue bande


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