Pagina:D'Annunzio - Laudi, II.djvu/199

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SECONDO - ELETTRA

si prostrò serva, ma il furente Orfeo
dissetò arso dal furor dei carmi.

5Qui da tristi occhi profanata parmi,
mentre a specchio del Ionio o dell’Egeo
degna è che s’alzi in bianco propileo
come sorella dei perfetti marmi.

Ellade eterna! Non il vaso d’olio
10odorifero è quel di Deianira,
ov’essa chiuse il dono del Biforme?

Per lei Ristoro ode cantar le torme
degli astri, come il Samio; e su la lira
Guido Monaco tenta il modo eolio.


cortona
I.
O CORTONA, l’eroe tuo combattente
non è già quel gagliardo che s’accampa
giuso in Inferno alla penace vampa
ove si torce la perduta gente?

5Pur le Vergini crea la man possente
e i Chèrubi, usa all’affocata stampa,


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