Pagina:D'Annunzio - Laudi, II.djvu/211

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SECONDO - ELETTRA

dei carri, atto agli aratri, agli strumenti
25venerandi delle opere tranquille,
voi presso il fuoco avito seminudi
artieri delle antiche fogge; e voi
negli arsenali ove dà lampi e tuoni
il maglio atroce su le piastre ardenti,
30atleti coronati di faville;

e voi anche, nei porti ove la nave
onusta approda, onde si parte onusta,
che recate su l’òmero servile
con vece alterna le ricchezze impure
35fluttuanti nel traffico del mondo;
o voi che a piè delle inesauste cave,
pel nobile arco e per la porta angusta,
pel tempio insigne e pel fumoso ovile,
polite nelle semplici misure
40la pietra che azzurreggia o il marmo biondo;
e voi, destri in quadrar la sana trave
pel tetto, in far la madia di robusta
quercia e di bosso l’arcolaio gentile,
inchini al pianto delle fibre dure
45sotto la pialla o al tornio fremebondo;

uomini solitarii, su l’erbosa
via dove giunge suono di campane


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